LA SPALLA

LA SPALLA E LE SUE PATOLOGIE

La lussazione acromion-claveare

Consiste nella completa perdita dei rapporti articolari tra il margine laterale della clavicola e l’acromion con conseguente totale rottura del complesso capsulo-legamentoso (legamenti acromion-claveari e legamenti conoide e trapezoide).

Generalmente il trattamento chirurgico viene rivolto ai lavoratori manuali ed agli sportivi. Prima dell’intervento chirurgico è necessario effettuare un’attenta anamnesi, un accurato esame obiettivo e la valutazione di esami radiologici (Rx, Rmn senza contrasto).

Esistono vari tipi d’intervento chirurgico e vengono utilizzati in base alla tipologia della lesione osservata. Dobbiamo distinguere i casi acuti dai casi cronicizzati.

Nei traumi più lievi (tipo distorsioni e tipo sub-lussazioni):

  • Trattamento con tutore
  • Successivamente trattamento chinesiterapico
  • Terapia fisica (tecar)

Nei casi acuti (entro le 4 settimane dal trauma):

  • L’intervento è mini invasivo

Nei casi cronicizzati:

  • si procede alla riduzione a cielo aperto con stabilizzazione dell’articolazione

ESAMI PRE-OPERATORI

Nei giorni precedenti il ricovero vengono eseguiti i seguenti accertamenti pre-operatori:

  • Ecg
  • Esami ematici
  • eventuale Rx torace (fumatore, patologie cardio-circolatorie, patologie respiratorie, patologie metaboliche)
  • Visita anestesiologica
  • Visita ortopedica

TIPO DI ANESTESIA

Generalmente l’anestesista esegue l’anestesia più adatta per il paziente (spesso un blocco del plesso cervicale accompagnato da una sedazione o da un’anestesia generale).

  • Dimissioni il giorno dopo l’intervento.
  • Vengono prescritti una terapia farmacologica post operatoria ed un percorso riabilitativo.
  • La sutura viene rimossa 12-14 giorni dopo l’intervento.
  • Viene mantenuto un reggibraccio per 2-4 settimane.
  • La fisioterapia passiva inizia immediatamente nel post-operatorio se viene utilizzato un legamento artificiale o dopo 2 settimane se viene utilizzato un innesto tendineo allogenico.

LA Spalla Congelata

E’ una patologia che comporta dolore alla spalla, accompagnato da rigidità in tutte le direzioni, specialmente nell’abduzione e nella rotazione esterna, in assenza di cause evidenti. La spalla congelata primaria è causata da una contrattura fibrosa della capsula della spalla. E’ importante escludere altre patologie intra-articolari significative mediante l’anamnesi, l’esame obiettivo e gli esami radiologici (RX e RMN). Il dolore è sempre presente, notte e giorno, come un tormento fisso alla spalla.

 

  • Somministrazione di farmaci anti-infiammatori,
  • Infiltrazioni articolari di cortisonico e anestetico o acido jaluronico
  • Rieducazione motoria della spalla mirata al recupero dell’articolarità su tutte le traiettorie, al controllo attivo della scapola ed all’eliminazione dei compensi scapolari.

Nei casi di rigidità persistente della spalla:

  • trattamento chirurgico mini invasivo in artroscopia.

Lo strumento utilizzato è l’artroscopio che, tramite una telecamera collegata ad un monitor, permette al chirurgo di guardare direttamente dentro l’articolazione. Vengono praticate delle piccole incisioni nella spalla e viene inserito un liquido sterile per distendere l’articolazione; inserendo quindi l’artroscopio si ha conferma della lesione e si procede alla cura della stessa con appositi strumenti.

L’artroscopia permette inoltre di identificare e trattare ulteriori patologie quali lesioni da “impingement” dello spazio sub-acromiale, calcificazioni sub-acromiali, artrosi acromion-claveare.

 

Perché l’artroscopia

Perché ha tutti i riconosciuti vantaggi della chirurgia artroscopica:

  • ridotto dolore
  • bassa morbilità
  • ricovero breve
  • cicatrici piccole
  • ridottissimi rischi di infezione

ESAMI PRE-OPERATORI

Nei giorni precedenti il ricovero vengono eseguiti i seguenti accertamenti pre-operatori:

  • Ecg
  • Esami ematici
  • eventuale Rx torace (fumatore, patologie cardio-circolatorie, patologie respiratorie, patologie metaboliche)
  • Visita anestesiologica
  • Visita ortopedica

TIPO DI ANESTESIA

Generalmente l’anestesista esegue l’anestesia più adatta per il paziente (spesso un blocco del plesso cervicale accompagnato da una sedazione o da un’anestesia generale).

    • Dimissioni 24 h dopo l’intervento
    • Terapia farmacologica post-operatoria
    • Il paziente viene istruito dal fisioterapista ad eseguire periodicamente esercizi riabilitativi
    • La sutura viene rimossa 12-14 giorni dopo l’intervento
    • I controlli ambulatoriali vengono eseguiti periodicamente

LE Calcificazioni Tendinee

La calcificazione tendinea della cuffia dei rotatori è una frequente causa di dolore alla spalla. Per una corretta diagnosi sono fondamentali: un’attenta anamnesi, l’esame obiettivo e l’esecuzione di esami radiologici (RX e RMN) con i quali si conferma la presenza della lesione e soprattutto si evidenziano le dimensioni della lesione stessa.

Nella fase di formazione della calcificazione generalmente non sono presenti sintomi acuti di blocco articolare, mentre nella fase di svuotamento della calcificazione, i sali di calcio liberati nello spazio subacromiale sono altamente irritanti e determinano un blocco articolare acuto.

Nella fase di blocco articolare acuto, l’arto superiore deve essere mantenuto a riposo con un reggibraccio per 7 giorni, associando una terapia anti-infiammatoria, applicazione di ghiaccio ed eventuale infiltrazione con cortisonico + anestetico locale in sede subacromiale.

Se la fase di blocco articolare antalgico dura più di 7 giorni c’è l’indicazione alla rimozione chirurgica della calcificazione.

Nella fase di cronicizzazione, generalmente è presente dolore notturno, mentre durante il giorno il dolore è sopportabile e permette di mobilizzare la spalla in tutte le traiettorie con qualche limite ai gradi estremi.

Terapie fisiche (onde urto, tecarterapia) seguite da terapia riabilitativa.

CONSIGLIO: Sempre utile è l’applicazione di calore locale e l’assunzione di anti-infiammatori.

In caso di persistente dolore viene preso in considerazione:

  • il trattamento chirurgico artroscopico.

Lo strumento utilizzato è l’artroscopio che, tramite una telecamera collegata ad un monitor, permette al chirurgo di guardare direttamente dentro l’articolazione. Vengono praticate delle piccole incisioni nella spalla e viene inserito un liquido sterile per distendere l’articolazione; inserendo quindi l’artroscopio si ha conferma della lesione e si procede alla cura della stessa con appositi strumenti.

Perché L’artroscopia

Perché ha tutti i riconosciuti vantaggi della chirurgia artroscopica: ridotto dolore, bassa morbilità, ricovero breve, cicatrici piccole, ridottissimi rischi di infezione.

ESAMI PRE-OPERATORI

Nei giorni precedenti il ricovero vengono eseguiti i seguenti accertamenti pre-operatori:

  • Ecg
  • Esami ematici
  • eventuale Rx torace (fumatore, patologie cardio-circolatorie, patologie respiratorie, patologie metaboliche)
  • Visita anestesiologica
  • Visita ortopedica

TIPO DI ANESTESIA

Generalmente l’anestesista esegue l’anestesia più adatta per il paziente (spesso un blocco del plesso cervicale accompagnato da una sedazione o da un’anestesia generale).

Dopo l’artroscopia il paziente viene medicato e dimesso il giorno dopo l’intervento. Vengono prescritti una terapia farmacologica post operatoria ed un percorso riabilitativo. La sutura viene rimossa 12-14 giorni dopo l’intervento. Viene mantenuto un reggibraccio per 2 settimane. La fisioterapia passiva viene iniziata immediatamente con lo scopo di recuperare il movimento della spalla; gli esercizi attivi vengono inseriti quando la flessione arriva a 160° e la rotazione esterna arriva a 30°.

Artrosi Gleno-Omerale

Col termine di artrosi si intende un’artropatia cronica a carattere evolutivo, consistente inizialmente in alterazioni regressive della cartilagine articolare e secondariamente in modificazioni delle altre strutture che compongono l’articolazione (osso, sinovia, capsula).

Si distinguono due forme di artrosi:

  • Osteoartrosi primaria, riferibile solo a fattori generali
  • Osteoartrosi secondaria dove è riscontrabile una causa locale (rottura cuffia rotatori, frattura, artrite).

La diagnosi deve avvenire tramite un’attenta anamnesi, l’esame obiettivo del paziente e la valutazione di esami radiologici (RX, RMN, eventuale Tac senza contrasto).

Può essere di tipo conservativo, infiltrativo e chirurgico.

Terapia Conservativa

  • Prescrizione di farmaci anti-infiammatori e anti-dolorifici nelle fasi iniziali e nelle crisi di riacutizzazione
  • Ginnastica funzionale
  • Applicazioni di calore locale
  • Ultrasuoni
  • Magnetoterapia ed altre terapie fisiche

Terapia Infiltrativa

  • In caso di mancato successo delle precedenti terapie e se per le condizioni generali viene sconsigliato l’intervento chirurgico, si può eseguire un ciclo di terapia infiltrativa con acido jaluronico.

Terapia Chirurgica

Le artroprotesi trovano indicazioni nelle forme gravi di artrosi primaria o secondaria:

  • Protesi totali anatomiche utilizzate nelle artrosi concentriche.
  • Protesi totali inverse utilizzate nelle artrosi eccentriche.

ESAMI PRE-OPERATORI

  • Nei giorni precedenti il ricovero vengono eseguiti i seguenti accertamenti pre-operatori: Ecg (+ eventuale visita cardiologica)
  • Esami ematici
  • eventuale Rx torace
  • visita anestesiologica
  • visita ortopedica

TIPO DI ANESTESIA

Generalmente l’anestesista esegue l’anestesia più adatta per il paziente (spesso un blocco del plesso cervicale accompagnato da una sedazione o da un’anestesia generale).

  • Dimissioni 2 giorni dopo l’intervento
  • Terapia farmacologica post-operatoria
  • Percorso riabilitativo
  • Reggibraccio per 4 settimane
  • La fisioterapiainizia dopo 2 settimane dall’intervento, prevedendo 3-4 settimane di esercizi passivi
  • Si prosegue con un periodo di esercizi attivi

LA Lesione Della Cuffia Dei Rotatori

La patologia della cuffia dei rotatori è una delle cause più frequenti di dolore della spalla. In questo ampio settore di patologia della spalla vengono riscontrate sia tendiniti da conflitto subacromiale sia rotture tendinee vere e proprie. La diagnosi deve avvenire tramite un’attenta anamnesi, l’esame obiettivo del paziente e la valutazione diesami radiologici (RX e RMN) con i quali si evidenziano la dimensione della lesione, la retrazione dei tendini e la presenza o meno di artrosi.

 

In caso di semplice conflitto subacromiale (generalmente legato a borsite subacromiale, ad uncino osseo acromiale, ad insufficienza del tono della cuffia dei rotatori)

Inizialmente è di tipo conservativo:

  • Onde d’urto
  • Tecarterapia
  • Ultrasuoni
  • Laserterapia

associate poi a:

  • rieducazione motoria della spalla

Se questo trattamento non risolve il dolore, allora si effettua

  • il trattamento chirurgico artroscopico

In caso di rottura della cuffia dei rotatori, il trattamento prevede la riparazione delle componenti tendinee. Il trattamento artroscopico è la terapia ideale perché si esegue con ridotta morbilità rispetto alla chirurgia aperta.

 

Lo strumento utilizzato è l’artroscopio che, tramite una telecamera collegata ad un monitor, permette al chirurgo di guardare direttamente dentro l’articolazione. Vengono praticate delle piccole incisioni nella spalla e viene inserito un liquido sterile per distendere l’articolazione; inserendo quindi l’artroscopio si ha conferma del tipo e della gravità della lesione e si procede alla cura della stessa con appositi strumenti.

Perché l’artroscopia

Perché ha tutti i riconosciuti vantaggi della chirurgia artroscopica: ridotto dolore, bassa morbilità, ricovero breve, cicatrici piccole, ridottissimi rischi di infezione.

Quando la chirurgia aperta?

Occorre sottolineare che con l’artroscopia non si può riparare qualunque lesione tendinea: la procedura aperta tradizionale viene riservata a pochi casi di ampia rottura del sottoscapolare.

ESAMI PRE-OPERATORI

Nei giorni precedenti il ricovero vengono eseguiti i seguenti accertamenti pre-operatori:

  • Ecg
  • Esami ematici
  • Eventuale Rx torace (fumatore, patologie cardio-circolatorie, patologie respiratorie, patologie metaboliche)
  • Visita anestesiologica
  • Visita ortopedica

TIPO DI ANESTESIA

Generalmente l’anestesista esegue l’anestesia più adatta per il paziente (spesso un blocco del plesso cervicale accompagnato da una sedazione o da un’anestesia generale).

  • Dimissioni  24 h dopo l’intervento
  • Terapia farmacologica post operatoria
  • Percorso riabilitativo
  • La sutura viene rimossa 12-14 giorni dopo l’intervento
  • Dopo 15 giorni dall’intervento viene iniziata la fisioterapia passiva per recupero dell’articolarità
  • La fisioterapia attiva viene iniziata quando la flessione arriva a 150°-160° a la rotazione esterna arriva a 30°
  • Reggibraccio per 4 settimane
  • I lavori pesanti ricominciano almeno dopo 3 mesi dall’intervento.

L’Instabilità Glenomerale

La lussazione traumatica gleno-omerale consiste nella perdita dei normali rapporti articolari tra testa dell’omero e glenoide scapolare con conseguente rottura del complesso capsulo-legamentoso.

L’instabilità atraumatica multidirezionale gleno-omerale e l’instabilità microtraumatica gleno-omerale consistono nella lassità articolare gleno-omerale con allungamento costituzionale dei legamenti o sfiancamento degli stessi legamenti a causa della ripetitività di alcuni gesti sportivi.

Una volta ridotta incruentemente la lussazione

  • viene posizionato un tutore, per consentire la cicatrizzazione della lesione legamentosa
  • Successivamente si esegue un trattamento riabilitativo

Ai pazienti che non ottengono il risultato sperato viene indicato il

  • trattamento chirurgico artroscopico

Lo strumento utilizzato è l’artroscopio che, tramite una telecamera collegata ad un monitor, permette al chirurgo di guardare direttamente dentro l’articolazione. Vengono praticate delle piccole incisioni nella spalla e viene inserito un liquido sterile per distendere l’articolazione; inserendo quindi l’artroscopio si ha conferma del tipo e della gravità della lesione e si procede alla cura della stessa con appositi strumenti.

Perché L’artroscopia

Perché ha tutti i riconosciuti vantaggi della chirurgia artroscopica: ridotto dolore, bassa morbilità, ricovero breve, cicatrici piccole, ridottissimi rischi di infezione.

Quando La Chirurgia Aperta?

In alcuni casi di lussazione traumatica gleno-omerale (generalmente quei casi con ampio difetto osseo) si deve ricorrere alla chirurgia aperta tradizionale.

ESAMI PRE-OPERATORI

Nei giorni precedenti il ricovero vengono eseguiti i seguenti accertamenti pre-operatori:

  • Ecg
  • Esami ematici
  • eventuale Rx torace
  • Visita anestesiologica
  • Visita ortopedica

TIPO DI ANESTESIA

Generalmente l’anestesista esegue l’anestesia più adatta per il paziente (spesso un blocco del plesso cervicale accompagnato da una sedazione o da un’anestesia generale).

  • Dimissioni 24 h dopo l’intervento
  • Terapia farmacologica post operatoria
  • Percorso riabilitativo
  • La sutura viene rimossa 12-14 giorni dopo l’intervento
  • Reggibraccio per 4 settimane
  • La fisioterapia inizia normalmente dopo 2 settimane nella chirurgia aperta e dopo 4 settimane nella chirurgia artroscopica
  • Controlli ambulatoriali periodici
  • Recupero attività motorie pesanti: 3 mesi dall’intervento