CHIRURGIA PROTESICA

La Protesi di ginocchio

L’artroprotesi di ginocchio è un’articolazione artificiale realizzata in leghe metalliche e materiali plastici, che sostituisce il ginocchio ammalato in toto (protesi totale) o parzialmente (protesi monocompartimentale), eliminando la fonte del dolore in modo efficace e permanente.
La protesi è costituita da una componente tibiale e da una componente femorale, che vengono fissate all’osso attraverso l’impiego di cemento acrilico.
Meno comune, a differenza della protesi d’anca, è l’impiego di componenti porose senza cemento.
Sulla componente tibiale viene assemblato un inserto inpolietilene, fisso oppure rotante a seconda del modello protesico.
La sostituzione protesica del ginocchio è indicata in tutte le gonartrosi primarie e secondarie, nel momento in cui la sintomatologia non è più controllabile con le cure mediche e fisioterapiche.
Anche le artriti (artrite reumatoide soprattutto) possono richiedere un intervento protesico quando l’articolazione sia stata irreversibilmente danneggiata.
Il ginocchio è composto da tre compartimenti articolari:
• mediale
• laterale
• femoro-rotuleo.

La protesi totale è indicata dove il ginocchio sia interessato da un processo degenerativo che coinvolge più di un compartimento.
In questi casi una sostituzione parziale, ovvero di un solo compartimento, porterebbe inevitabilmente al fallimento.
La protesi monocompartimentale costituisce invece la soluzione ideale nelle ginocchia che presentino un danno limitato ad un solo compartimento, mediale e laterale Questa protesi, infatti, permette di conservare gran parte dell’articolazione naturale, riducendo così l’invasività della procedura chirurgica.
Questei tipi di protesi nella nostra casistica di circa 200 protesi all’anno rappresenta il 30% dei casi.

L’intervento di protesizzazione viene eseguito senza laccio emostatico alla radice dell’arto, attraverso un’incisione longitudinale medialmente al margine mediale della rotula del ginocchio, di lunghezza variabile dai 7 al 12 cm in funzione della difficoltà del caso, della circonferenza del ginocchio e del tipo di impianto (totale o monocompartimentale).

Dopo l’intervento, il paziente rimane ricoverato nel reparto chirurgico per un tempo variabile tra 4 e i 7 gg in funzione dell’età, delle malattie coesistenti, della capacità di effettuare il programma riabilitativo.
Le protesi monocompartimentali hanno solitamente un decorso molto più veloce rispetto alle totali; il paziente inizia a deambulare con due bastoni canadesi in prima giornata operatoria dopo la rimozione del drenaggio che rimane in sede chirurgica solo 24 ore.
In prima giornata il paziente inizia gli esercizi passivi di flessoestensione del ginocchio con l’utilizzo del pinete così da ridurre il rischio di rigidità.
Il raggiungimento di una buona articolarità del ginocchio operato già nei primi giorni dopo l’intervento è un fattore fondamentale per avere un risultato ottimale.
La deambulazione inizia in genere in seconda giornata per le protesi totali, con l’ausilio di stampelle per ridurre il carico sull’arto operato.
Dopo 4 settimane, in presenza di un decorso regolare, il paziente può tornare ad una vita del tutto normale.
Le protesi attualmente disponibili hanno una sopravvivenza media di circa 25 anni, ma la variabilità individuale è grandissima.
Il peso corporeo e il livello di attività fisica sembrano incidere in modo determinante sulla durata dell’impianto.
Questo fa sì che un paziente anziano, magro e con basse richieste funzionali, possa ragionevolmente ritenere che il suo impianto sia “per sempre”.
Non così un giovane attivo e sovrappeso, per il quale il rischio di andare incontro ad un intervento di riprotesizzazione è concreto.